Questo sito web utilizza i cookie

Istituto d'Istruzione Superiore "Marco Polo" - Culturahttp://www.marcopolocolico.edu.it/sezione-giornale-2018/cultura itImprese e Territoriohttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/imprese-e-territorio <div class="field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/territorio.jpg" width="640" height="351" alt="territorio" /></div> </div> <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><strong>LE OPPORTUNITÀ E LE AZIENDE DEL TERRITORIO.</strong><br /> La continua evoluzione da parte di piccole e grandi imprese ha dato origine ad eccezionali competenze e professionalità.<br /> Molto spesso tuttavia le piccole o medie aziende devono contendere il proprio posto contro quelle più grandi.<br /> Le opportunità economiche e sociali inoltre rischiano di perdersi a causa delle  difficoltà nel reperire le adeguate professionalità.<br /> Queste sono le caratteristiche  del territorio tra l’Alto Lario e la Valtellina, zona lonatana da centri urbani, ove si concentrano tra le maggiori eccellenze italiane in tutti gli ambiti aziendali.<br /> Oggi il territorio offre innumerevoli opportunità di lavoro in tutti i diversi settori, a partire da quello elettrotecnico, creando un rapporto stretto tra scuola e le aziende del territorio.<br /> A Lecco, nel Dicembre del 2011, nasce la Fondazione Badoni grazie all’unione di attività pubbliche e private del territorio.<br /> La Fondazione ha lo scopo prioritario di valorizzare e sostenere l’istruzione Tecnica, rivestendo un ruolo importantissimo per la crescita e la competitività sul territorio.<br /> Essa non ha scopo di lucro e si prefissa come obiettivo quello di coordinare, promuovere, realizzare e mantenere stretti rapporti di collaborazione tra l’istruzione tecnica ed il mondo del lavoro.</p> <p>Anche il paese di Colico offre importanti opportunità per coloro che desiderano trovare un lavoro o usufruire dei servizi.<br /> Tra le aree di sviluppo si collocano la green economy e l’automazione.<br /> Noi giovani studenti siamo fortunati perché le aziende del nostro territorio ci garantiscono l’opportunità di frequentare i Percorsi Trasversali per l’Orientamento.<br /> Le giornate in azienda permettono di farci conoscere da vicino le fasi di produzione e al contempo di maturare idee di esperienze professionali a Colico o in trasferta all’Estero.<br /> Ai nostri lettori consigliamo di consultare i seguenti siti:<br /><a href="https://www.fondazionebadoni.it/">https://www.fondazionebadoni.it/</a><br /><a href="https://visitcolico.it/">https://visitcolico.it/</a><br />  </p> <p><strong>IL DIRITTO DEL LAVORO  </strong>   <br /> Il lavoro rappresenta una delle fondamentali attività dell’uomo. Essa è fonte di ricchezza e di progesso: una nazione che non offre oppurtunità lavorative non è una nazione emergente. <br /> Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.</p> <p><a href="https://www.raicultura.it/webdoc/educazione-civica/diritto-del-lavoro/index.html#welcome">https://www.raicultura.it/webdoc/educazione-civica/diritto-del-lavoro/index.html#welcome</a></p> <p> </p> <p><strong>IL LAVORO IN ITALIA</strong><br /> Il tasso di occupazione indica quante persone svolgono un’attività lavorativa.<br /> In Italia i tassi di occupazione dei giovani sono molto bassi rispetto al resto d’Europa, la percentuale maggiore di occupati si concentra principalmente nel Nord Italia.<br /> L’Italia è tra i primi paesi dell’Unione Europea per dissocupazione.<br /> Per risolvere il problema occorre assolutamente aumentare gli investimenti nell’istruzione e nella ricerca.<br /> Un mondo dove i servizi tecnologici sono la chiave per l’economia, il sapere dovrebbe essere al primo posto.<br /> Le fonti da noi analizzate ci indicano che in Italia abbiamo dei tassi di analfabetismo funzionale e analfabetismo digitale troppo alti.<br /><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/come-cambia-lavoro-italia-10-anni-oltre-17-milioni-over-55-piu-AEV6bEXB?refresh_ce=1">https://www.ilsole24ore.com/art/come-cambia-lavoro-italia-10-anni-oltre-17-milioni-over-55-piu-AEV6bEXB?refresh_ce=1</a></p> <p> </p> <p><strong>PERICOLI SUL LAVORO     </strong><br /> Ogni ambiente di lavoro presenta diverse tipologie di rischi, ovviamente in base all’attività svolta.<br /> In media si calcola che, ogni 15 secondi, un lavoratore muore sul lavoro a causa di un infortunio o di una malattia professionale.<br /> Si calcola che, ogni giorno, 6.300 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali, causando 2,3 milioni di morti all’anno.<br /> In Italia, nel 2017, le denunce per infortuni sul lavoro sono state 641 mila.<br /> Nei primi cinque mesi del 2018 i casi mortali denunciati sono stati 389, 14 in più rispetto al 2017.<br /><a href="https://www.ilo.org/rome/approfondimenti/WCMS_579541/lang--it/index.htm">https://www.ilo.org/rome/approfondimenti/WCMS_579541/lang--it/index.htm</a></p> <p>  </p> <p>  </p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Thomas Piva, Cristian Zugnoni, Aguilar Kevin Edgardo Salazar, Lili Guan</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/viaggi">Viaggi</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">25/06/2022</span></div> </div> Sat, 25 Jun 2022 10:03:48 +0000Anonimo4180 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/imprese-e-territorio#commentsIl Giornalismohttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-giornalismo <div class="field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/macchina.jpg" width="395" height="364" alt="macchina da scrivere" /></div> </div> <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><strong>STORIA DEL GIORNALISMO</strong><br /> Il giornalismo, inteso come trasmissione del sapere, affonda le sue origini nel Medioevo, quando i giornali erano soprattutto ‘vocali’.<br /> Essendo pochissime le persone in grado di leggere, le informazioni venivano diffuse attraverso i banditori, ossia coloro i quali erano incaricati di annunciare per le strade notizie e ordinamenti. In realtà la svolta alla quale è associata la diffusione dell’attività giornalistica è segnata dall’invenzione della stampa a caratteri mobili nel 1455. In Europa il primo giornale viene stampato a Strasburgo agli inizi del XVII secolo mentre il primo quotidiano della storia nasce a Lipsia (Germania) nel 1660. In Italia la storia del giornale è legata alle prime gazzette che risalgono al ‘600: la finalità era essenzialmente quella di riportare notizie locali e informazioni relative ad importanti avvenimenti esteri. Soltanto nel ‘700 nascono i primi veri giornali, essenzialmente costituiti da traduzioni di giornali stranieri, il cui contenuto era prevalentemente letterario. </p> <p> <br /><strong>GIORNALE E SOCIETÀ</strong></p> <p>Un giornalista che si impegna nella comunicazione sociale deve essere capace di avvicinare al contesto sociale fatti non considerati notizie e renderli tali; deve essere capace di reinventarsi e adattarsi ad ogni situazione e in ogni contesto, anche il più imprevedibile; deve fare attenzione al linguaggio, ed utilizzare quello più opportuno sull’argomento; deve scrivere in maniera veritiera ma anche enfatizzare; infine deve rapportarsi in modo elastico ai gap generazionali, oggi più che mai vista la distanza con cui si differenziano gli interessi mediatici. Ma come NOI, lettori, possiamo essere utili alla comunicazione sociale? <br /> Occorre dare grande attenzione alle fonti per avere un rapporto diretto con gli eventi raccontati e per questo bisogna recarsi sul campo, così da riportare i fatti nella maniera più verosimile; bisogna essere competenti, reinventarsi, focalizzarsi in una direzione precisa per migliorare più rapidamente, e studiare il contesto di cui si scrive: altrimenti il giornalismo decade, tant’è che le fake news sono sempre all’ordine del giorno. É questo il solo e unico obiettivo del giornalismo, che deve essere oggettivo, senza una morale e imparziale, purché dica la verità.</p> <p> </p> <p><strong>Giornalismo come Libera Espressione di Idee</strong><br /> La libertà di stampa è un diritto riconosciuto da qualsiasi Stato che si definisca di diritto. Tale libertà fa sì che ogni cittadino riceva e dia le informazioni corrette e che non siano controllate, come per esempio accade in Cina o in Russia, da un governo che impone limiti più stretti alla libertà di stampa.<br /> La libertà di stampa e di espressione è considerata fondamentale perché è una condizione basilare per il progresso della società e per lo sviluppo di ciascun individuo. Tale principio, data la sua importanza, trova numerose fonti normative. Esso viene riconosciuto nell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nell’art. 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 e nell’art. 21 della Costituzione Italiana. <br />  </p> <p><strong>Perché leggere e informarsi?</strong><br /> Leggere i giornali continua ad essere fondamentale non solo per sapere “che cosa succede”, ma è indispensabile per sviluppare un senso critico che nessun altro mezzo di comunicazione riesce a suscitare. Questo influisce positivamente sia sul modo in cui scriviamo che su quello in cui parliamo, permettendoci di utilizzare vocaboli più adatti in base ai diversi contesti e di dare un’immagine di noi migliore a chi ci ascolta o ci legge. Inoltre, conoscere tutti i punti di vista, o comunque più di uno, ci permette di acquisire il maggior numero di informazioni possibili e di farci poi una nostra personale idea su quel che è successo. Non c'è niente di più bello che poter affrontare una discussione, sostenere una tesi, magari anche sviluppare solo una riflessione personale, che sia però completa e frutto di una nostra elaborazione.<br /> A cosa serve leggere il giornale?            <br /> Un giornale ha il compito di informare, divertire e distrarre, ma ha anche una funzione sociale, cioè offre ogni giorno argomenti per scambi e conversazioni. Le discussioni e i discorsi quotidiani sono infatti influenzati dalle informazioni trasmesse dai giornali.<br /> Motivi per cui leggere un giornale:</p> <ul><li>migliora la comunicazione                       </li> <li>cambia il modo di interpretare la vita                                                                              </li> <li> in alcuni casi aiuta a ridurre lo stress</li> </ul><p> </p> <p><strong>GIORNALISTI ILLUSTRI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA </strong></p> <p>Tra i giornalisti più illustri possiamo citare: Enzo Biagi, Giuseppe Antonio  Borgese, Indro Montanelli. </p> <p>Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa, 12 novembre 1882 – Fiesole, 4 dicembre 1952) è stato uno scrittore, giornalista, critico letterario, germanista, poeta, drammaturgo e accademico italiano naturalizzato statunitense.</p> <p>Indro Montanelli è stato un giornalista e scrittore italiano. Tra i più popolari giornalisti italiani del Novecento, si distinse per la limpidezza della sua scrittura. </p> <p>Enzo Biagi (Lizzano in Belvedere, 9 agosto 1920 – Milano, 6 novembre 2007) è stato uno dei volti più popolari del giornalismo italiano del XX secolo.</p> <p> </p> <p><strong>INTERVISTA A SALVATORE DI STEFANO, DOCENTE DELL’IIS M. POLO DI COLICO E GIORNALISTA.</strong></p> <p><strong>Com'è nata questa passione?</strong><br /> Ho maturato questa passione fin da piccolo; ho sempre amato scrivere, ero abbastanza bravo nei temi fin dalle elementari, anche i prof. erano contenti di me, poi l'ho coltivata fino a farla diventare una professione, anche se il mestiere principale resta naturalmente quello del professore.<br />  </p> <p><strong>Cos'è per lei il giornalismo?</strong><br /> La definizione di tecnica di giornalismo è: “informazione critica legata all'attualità”. Mi piace pensare che il giornalista possa sfruttare la sua “notorietà” per dare voce a chi una voce non ce l'ha</p> <p> <strong>Secondo lei questo è un lavoro che tutti possono fare?</strong><br /> No, assolutamente, perché comunque necessita di una passione profonda e di una padronanza linguistica avanzata. Inoltre si devono rispettare scrupolosamente i “lacci” dell’ordine dei giornalisti (così come accade per tutti gli iscritti a un ordine professionale).</p> <p><strong>In quale modo seleziona le informazioni e gli argomenti per un articolo?</strong><br /> Io mio occupo principalmente di cronaca e scrivo su un quotidiano nazionale. Un domani mi piacerebbe collaborare con media locali, interessandomi naturalmente di notizie con un interesse nazionale minore ma in compenso con una forte utilità circoscritta a determinate zone. <br /> Mi piace molto occuparmi di articoli dove non è obbligatorio seguire una precisa scaletta, cosa che sono impossibilitato a fare occupandomi maggiormente di cronaca e come bene si sa devo limitarmi a riportare solamente l’accaduto dei fatti; invece, un articolo di sport permette di essere più “libero”.</p> <p><strong>Se un giovane volesse intraprendere questa carriera, cosa gli/le consiglierebbe?</strong><br /> Innanzitutto in Italia bisogna fare una grande distinzione tra i giornalisti professionisti che possono svolgere solo questo lavoro e che non possono aspirare ad altre professioni e i giornalisti pubblicisti (di cui io faccio parte) i quali possono svolgere altri lavori conservando quello da giornalista come secondo lavoro.                                                                                            I pubblicisti possono comunque fare carriera all’interno delle redazioni. Esistono inoltre due distinte prove d'esame, di diversa difficoltà, per entrare a far parte dell'albo dei professionisti, mentre si ha un esame sulla deontologia (unitamente ad anni di collaborazioni per giornali o radio) per i pubblicisti, con un numero di articoli e di guadagno prestabiliti. I giovani che hanno un’ottima capacità di scrittura e di sintesi, seguendo alcuni passi, possono con un po’ di sforzo svolgere questo lavoro.<br />  </p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Cristian Martinetti, Vincenzo Gandolfo Russo, Gabriele Paggi, Simone Colzada.</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">25/06/2022</span></div> </div> Sat, 25 Jun 2022 09:52:50 +0000Anonimo4179 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-giornalismo#commentsL’impronta del passato, l’impronta della memoria.http://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/l%E2%80%99impronta-del-passato-l%E2%80%99impronta-della-memoria <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">La Costituzione rappresenta, come la definì Piero Calamandrei (1889-1956), un grande giurista antifascista e membro dell’Assemblea Costituente &lt;&lt; il programma politico della Resistenza […] Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi: caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta […]Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione&gt;&gt;. </span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Questa frase, letta e commentata in classe con la nostra insegnante di Storia, mi ha fatto riflettere su quanto ho sentito narrare da mio padre e da mio nonno e ho capito che protagonisti della storia possono essere tutte le persone che abbiamo imparato a conoscere, che forse ci abitano accanto e che condividono con noi la bellezza del nostro paese e soprattutto la nostra libertà. Per questo voglio ricordare una pagina dolorosa della storia di Colico, in memoria delle persone che hanno perso la vita per esso, consentendo con il loro sacrificio a renderlo come noi adolescenti lo vediamo oggi.  </span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti del comune di Colico hanno subito feroci e continui rastrellamenti da parte delle truppe Nazi-Fasciste, la popolazione era impreparata sul fronte della resistenza e vede perdere persone care, conoscenti e amici ogni giorno. La comunità inizia a ribellarsi e ad opporsi a questi durissimi attacchi e umiliazioni.  Iniziano così a formarsi i primi piccoli gruppi di oppositori all’interno del paese e sulle alture del versante settentrionale del Monte Legnone, dove si organizzano i primi gruppi di partigiani pronti a combattere per il bene proprio e per quello di tutte le famiglie cittadine. Colico vive dunque un periodo buio della sua storia, proprio nel biennio 1943-1945. C’è da sapere che i Tedeschi in quel tempo organizzavano delle ronde per scovare i partigiani, e che esistevano soprattutto delle persone all’interno della comunità che purtroppo facevano da spia ai fascisti, barattavano la loro salvezza in cambio della verità, svelando dunque dove poter catturare le persone che si erano nascoste. Nei rastrellamenti la priorità del regime era quella di catturare più uomini possibili, che sarebbero stati successivamente impiegati nei campi di lavoro forzato del Nord Europa. Mio padre mi ha raccontato moltissime storie riguardanti quegli anni, che gli vennero tramandate dai suoi genitori; mi raccontò il modo in cui le persone venivano catturate, attraverso imboscate notturne o perquisizioni a qualsiasi ora in modo che le persone non immaginassero di essere facile preda del nemico. Mi raccontò anche che i Tedeschi mandavano delle specie di lettere che obbligavano a presentarsi in piazza del lago dove arrivava un barcone che caricava gli ormai prigionieri di guerra. Molte altre persone invece venivano portate nei centri di raccolta vicini, come ad esempio a Morbegno, insieme a vecchi e donne. Gli invasori, mi ha raccontato, erano soliti bruciare le case e le stalle con tutto il bestiame, per poter lasciare nella miseria e nella disperazione quei pochi che sopravvivevano. </span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">È dunque doveroso ricordare gli eroi di Colico, quegli uomini che si nascondevano sulla montagna, l’unico posto che potevano conoscere meglio rispetto agli aguzzini stranieri.  Molti di loro persero la vita negli scontri contro i nemici, noi non possiamo non ricordare il partigiano Adamo Baruffaldi, nato il 9 maggio 1912 a Premana, tra i primi a prendere le armi contro gli invasori, non più giovanissimo e pertanto non soggetto agli obblighi di leva, fu attivo e audace combattente. Catturato, seppe resistere impavido alle più efferate torture, ma venne impiccato nella piazza di Colico alla forca ivi appositamente costruita. Baruffaldi viene dunque ricordato come un caduto e venne premiato negli anni successivi con la medaglia d’argento per la sua difesa del territorio. Colico all’inizio della guerra aveva 4500 abitanti che vivevano di agricoltura di allevamento del bestiame, lavorando in cartiera e nelle due segherie del paese. Molti erano operai pendolari: le donne si recavano a Dervio e a Bellano al Cotonificio Cantoni, gli uomini si spingevano anche fino a Milano come operai.<strong> </strong>Colico viene dunque messa a ferro e fuoco dalle milizie repubblichine e dagli occupanti Tedeschi che colpiscono sia i partigiani sul Legnone sia la popolazione civile che sopporta le azioni di rappresaglia e il terrore strategicamente messo in atto per colpire i legami tra i civili e i partigiani in armi.</span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Un altro importantissimo nome della storia di Colico fu Francesco Magnani (nome di battaglia Francio) che tramandò una sorta di diario in cui scrisse le caratteristiche delle prime formazioni partigiane sul Legnone, uomini di Colico i quali furono sempre saldamente uniti, tanto da conservare una certa autonomia di azione. </span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Francesco Magni narra inoltre nel suo diario personale l’attacco di Colico dell’8 giugno 1944 mettendo in evidenza la bravura di chi aveva ideato la spedizione contro la Caserma dell’Aviazione (100 uomini), “facendo cadere, senza colpo ferire l’intero presidio”. Nonostante la repressione sulla popolazione, i rastrellamenti e le fucilazioni sommarie, secondo la ricostruzione di Francesco Magni, i partigiani sul Legnone aumentano di numero al punto che era stata necessaria la costituzione di dieci distaccamenti, per la maggior parte disarmati. </span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Quanta sofferenza e quanti lutti prima del 27 aprile 1945, quando i soldati tedeschi del Forte Montecchio si arrendono ai soldati italiani che si erano accordati con il C.L.N. di Colico, guidato dal Presidente Vittorino Canclini e il giorno 28 aprile 1945 si arrende l’autocolonna tedesca proveniente da Dongo, minacciata dai cannoni del forte i quali puntavano in loro direzione.</span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Negli ultimi giorni di aprile, il paese, stremato dai bombardamenti, dalle privazioni e dalla repressione nazifascista, entra nella grande storia; si spengono definitivamente a Dongo le speranze di fuga in Svizzera dei fascisti.</span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Colico diventa protagonista dell’ultimo atto della guerra nell’allora provincia di Como: vengono così salvate le dighe dello Spluga che i nazifascisti in ritirata minacciavano di far saltare per impedire la ripresa produttiva nel milanese e per allagare tutta la nostra ridente valle. La resa dei reparti componenti la colonna tedesca rappresenta un fatto militare di grande importanza come prova l’ordine del giorno che proprio il 26 aprile 1945 era stato impartito dal generale Cadorna, Comandante del CVL, di arrestare a tutti i costi reparti tedeschi e fascisti, che cercassero di arroccarsi e nascondersi in Valtellina. Colico venne liberata ufficialmente quasi dopo due anni di sottomissione e segregazione nazi – fascista.</span></span></span></p> <p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:13.0pt">Ecco dunque che la storia siamo tutti noi, che tutti noi abbiamo il dovere morale di ricordare, soprattutto noi giovani a volte troppo indifferenti dobbiamo ringraziare chi ha lasciato un’impronta così forte nei sentieri delle nostre montagne.</span></span></span></p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Oscar Mazzina 3F Meccanica-Meccatronica</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">26/05/2021</span></div> </div> Wed, 26 May 2021 09:21:30 +0000salvatore.distefano3806 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/l%E2%80%99impronta-del-passato-l%E2%80%99impronta-della-memoria#commentsIl sentiero della memoriahttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-sentiero-della-memoria <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><span style="font-size:11pt"><span style="font-family:Calibri,sans-serif"><span style="font-size:14.0pt"><span style="font-family:&quot;Times New Roman&quot;,serif">Il sentiero della memoria è un percorso ad anello lungo circa 11 chilometri che, partendo dalla stazione di Ardenno-Masino sale al cimitero di Buglio, per poi salire alla località di Nansegolo, successivamente il percorso attraversa la valle di Gaggio per poi scendere di nuovo ad Ardenno. Su questo sentiero si possono ripercorrere tutti gli eventi tragici che hanno colpito la Valtellina e la Valchiavenna durante la Seconda Guerra Mondiale. Il sentiero è diventato “protagonista della storia” dopo l’8 settembre 1943 quando la Valtellina e la Valchiavenna divennero luoghi strategici molto importanti per il Governo fascista per la presenza di numerose centrali idroelettriche che erano di vitale importanza per le industrie con sede a Milano. Per proteggere queste centrali fu istituito il “Ridotto Valtellinese”, ovvero una fortificazione della Valtellina e Valchiavenna dove, grazie ai numerosi Corpi militari dell’Esercito fascista, vennero presidiati tutti i valichi e tutti i possibili accessi alle due vallate. Questo piano poteva riuscire però soltanto eliminando tutte le resistenze partigiane presenti sul territorio presidiato. Sul fronte opposto i partigiani avevano il compito di impedire il passaggio delle truppe Nazi-Fasciste oltre il confine del territorio italiano, perché se avessero raggiunto le coste della Normandia avrebbero potuto respingere l’attacco degli alleati. Con questo proposito i partigiani iniziarono a cercare dei capisaldi dove resistere all’ attacco dei Fascisti e dei Nazisti, per questa ragione un capo partigiano Dionisio Gambaruto decise di occupare il paese di Buglio in Monte per trasformarlo in una zona di resistenza alle truppe nemiche. Per questa ragione e favoriti dalla presenza del  ridotto valtellinese iniziarono i  numerosi rastrellamenti della popolazione e soprattutto dei partigiani, molte persone difatti vennero giustiziate sul posto oppure deportate nei campi di concentramento. Quella è stata la parentesi più triste di questo territorio che si univa al grido di dolore dei numerosi deportati in tutta Europa. Sono numerose le famiglie della Valchiavenna e della Valtellina che piangono un loro caro che ha sacrificato la vita in quelle tremende giornate, altri invece si sono salvati. Anche il mio bisnonno rischiò di essere deportato in un campo di concentramento durante il rientro in Italia, dopo la guerra sul fronte russo, egli riuscì però a scappare dai nazisti e a raggiungere la sua casa natale situata a Novate Mezzola. Numerosi fatti, sulla Seconda Guerra Mondiale, che i miei due nonni mi hanno raccontato, mi hanno fatto capire come la resistenza e la vita durante la guerra fosse molto dura e piena di ostacoli, per me riflettere e ricordare questi avvenimenti è giusto perché le persone che sono morte per salvare i nostri territori vanno ricordate e onorate. </span></span></span></span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Illia Alex 3F Meccanica-Meccatronica</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">26/05/2021</span></div> </div> Wed, 26 May 2021 09:19:04 +0000salvatore.distefano3805 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-sentiero-della-memoria#commentsIl Caffèhttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-caff%C3%A8 <div class="field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/caffe-1-ok.jpg" width="640" height="428" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Il <strong>caffè</strong>, bevanda molto apprezzata in tutto il mondo per il suo aroma intenso, ha una lunga storia iniziata nel Medioevo per la precisione attorno al XV secolo nei monasteri dello <strong>Yemen</strong>.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">La varietà arabica è nata da un antico incidente cromosomico, che ha quadruplicato la propria sequenza di <strong>DNA</strong>.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Il caffè sarebbe stato introdotto per la prima volta in Europa sull'isola di <strong>Malta </strong>nel XVI secolo, attraverso gli schiavi musulmani turchi imprigionati dai Cavalieri Ospitalieri nel 1565, l'anno dell'Assedio di Malta dove divenne bevanda tradizionale.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Il caffè sarebbe divenuto un bene disponibile in <strong>Inghilterra </strong>già entro la fine del XVI secolo, in gran parte attraverso gli sforzi congiunti della<strong> Compagnia Britannica</strong> delle<strong> Indie Orientali </strong>e della <strong>Compagnia olandese</strong> delle <strong>Indie orientali.</strong></span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Si consigliò a Papa Clemente VIII (1592-1605) di farlo proibire, in quanto avrebbe rappresentato una minaccia satanica proveniente dagli "infedeli” cioè i musulmani, però il Santo Padre, dopo averlo assaggiato, benedì la nuova bevanda affermando che lasciarne il consumo solo agli infedeli avrebbe invero costituto un autentico peccato mortale.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Nel giro di pochi anni le sedi dell'impero coloniale olandese (oltre a Giava nelle Indie Orientali Olandesi anche la Guyana Olandese) divennero i principali fornitori di caffè dell'intero continente europeo.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">La prima caffetteria inglese venne inaugurata a <strong>Oxford </strong>nel 1651, mentre a <strong>Londra </strong>si situò nel <strong>"St. Michael's Alley"</strong> a <strong>Cornhill </strong>l'anno seguente. Il titolare, <strong>Pasqua Rosée</strong>, era un commerciante in beni turchi. Da allora in poi il <strong>caffé </strong>ebbe una diffusione ineguagliata sulle bevande calde in tutto il mondo.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Per finire vediamo qualche curiosità sulle caffettiere.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Esistono molti tipi di caffettiere tra cui:</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">La caffettiera ibrik è il metodo originario, tuttora in uso presso i paesi arabi. Il <strong>caffè </strong>che ne deriva ha un gusto forte e viene detto "caffè arabo" o "caffè turco".</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Molto diffusa è la caffettiera a <strong>stantuffo </strong>o coffee plunger, che si ritiene essere stata inventata attorno al 1933.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">La caffettiera a <strong>stantuffo </strong>consiste in un contenitore in vetro in cui si versa la polvere di <strong>caffè </strong>e l'acqua bollente, lasciando in infusione per il tempo desiderato. Attaccato al coperchio dell'apparecchio, si trova uno stantuffo che termina in un filtro circolare.il quale viene abbassato per separare i fondi dalla bevanda.</span></span></p> <p><span style="font-size:14px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">La caffettiera <strong>moka </strong>per <strong>caffè </strong>è un piccolo apparecchio che serve a fare il caffè in casa, estremamente diffuso in quasi tutte le case d'Italia. Fu una fortunata invenzione di Alfonso Bialetti, il cui figlio Renato rese poi famosa in tutto il mondo la caffettiera con l'uomo con i baffi. Le dimensioni variano a seconda di quanto caffè si desidera ottenere. Il caffè si misura in "tazze" o in "persone" e una moka si definisce pertanto da 1, 2, 3, 4, 6, 9, 12 o 18 persone o tazze.</span></span></p> <p> </p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Viktor Aggio</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">28/01/2019</span></div> </div> Mon, 28 Jan 2019 14:13:46 +0000beniamino.valeriano3012 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/il-caff%C3%A8#commentsl'Auto elettrica: il futuro della mobilitàhttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/lauto-elettrica-il-futuro-della-mobilit%C3%A0 <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><img alt="" class="image-medium" src="/sites/default/files/styles/medium/public/untitled.630x360.png?itok=xStHq_Wc" style="height:143px; width:220px" /></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><strong><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">L'auto elettrica</span></span></strong><span style="background-color:white"><span style="color:#222222"> è un'</span>automobile<span style="color:#222222"> con </span>motore elettrico<span style="color:#222222"> che utilizza come </span>fonte di energia<span style="color:#222222"> primaria l'</span>energia chimica<span style="color:#222222"> immagazzinata in una o più </span>batterie ricaricabili<span style="color:#222222"> e resa disponibile da queste al motore sotto forma di </span>energia elettrica.</span> </span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">Il primo prototipo evoluto di autovettura elettrica fu costruito dal britannico Thomas Parker nel 1884, utilizzando delle batterie speciali ad alta capacità da lui progettate, ebbene la <em>Flocken Elektrowagen</em> del 1888, del tedesco Andreas Flocken, sia comunemente indicata come la prima autovettura elettrica mai realizzata</span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">La propulsione elettrica era tra i metodi preferiti di locomozione per gli autoveicoli tra la fine del </span>XIX secolo<span style="color:#222222"> e l'inizio del </span>XX secolo<span style="color:#222222">, pero a causa però dei limiti tecnologici delle batterie, e della mancanza di una qualsiasi tecnologia di controllo della carica e della trazione ad esempio il transistor o la valvola termoionica, la velocità massima di questi primi veicoli elettrici era limitata a circa 32 km/h.</span></span> <span style="background-color:white"><span style="color:#222222">A partire dalla fine degli anni novanta, la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per le batterie, per soddisfare la domanda di computer portatili e cellulari.</span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">Le batterie ricaricabili utilizzate nei più diffusi veicoli elettrici si basano sul litio</span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">Quando le batterie si scaricano si possono caricare collegandole alla rete elettrica impiegando più tempo o a una colonnina di ricarica </span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">In alcuni veicoli e possibile la sostituizione delle batterie presso centri di servizio o appositi centri pero ha lo svantaggio di essere molto costosa</span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:14px"><span style="background-color:white"><span style="color:#222222">Le auto elettriche hanno come vantaggi di non rilasciare nel atmosfera fumi nocivi e anno un rendimento più alto.</span></span></span></span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-immagini-nel-testo-dell-ar field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/untitled.630x360.png" width="630" height="409" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Redazione</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">03/12/2018</span></div> </div> Mon, 03 Dec 2018 14:15:24 +0000beniamino.valeriano2974 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/lauto-elettrica-il-futuro-della-mobilit%C3%A0#commentsLa mitica DeLorean DMC-12http://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/la-mitica-delorean-dmc-12 <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><img alt="" class="image-medium" src="/sites/default/files/styles/medium/public/000000delorean-10.jpg?itok=MZfZjL2N" style="height:146px; width:220px" /></p> <p><span style="font-size:16px">La Storia</span></p> <p><span style="font-size:12px">La famosissima DeLorean, costruita da William T. Collins, venne completata nell’ottobre del 1976. Originariamente sull’auto fu previsto un motore rotativo Wankel, ma per via dei consumi del motore e anche della crisi, vollero mettere un V6 Dourvrin PVR a iniezione. Una delle sue caratteristiche sono le porte ad ala di gabbiano, oggi comunemente usate in auto da corsa e sportive di lusso. La sua produzione iniziò con circa 2 anni di ritardo, perché ci furono dei problemi di ingegneria e finanziamento. Quando iniziarono la produzione, per via dei dipendenti poco esperti, vendettero le auto senza garanzia. Ma nell’anno 1982, iniziarono a venderle con una garanzia di 5 anni.</span></p> <p> </p> <p><span style="font-size:16px">Caratteristiche tecniche</span></p> <p><span style="font-size:12px">Il motore della macchina fu sviluppato da Peugeot, Renault, Volvo. Quel motore fu modificato per essere montato al contrario, montato posteriormente, con la scatola del cambio rivolta verso il conducente. Il monoblocco e le testate sono in lega leggera e il motore ha un singolo albero a camme per ciascuna testata. Questo motore riusciva a erogare circa 130CV a 5.500 giri al minuto e 208N-m di coppia motrice a 2750 giri.</span></p> <p><span style="font-size:12px">Dei test non ufficiali indicano che si possono percorrere circa 8Km ogni litro. Per questa macchina erano disponibili due tipi di cambi: uno automatico a tre marce, mentre l’altro, manuale a cinque marce.</span></p> <p> </p> <p><span style="font-size:16px">Prestazioni</span></p> <p><span style="font-size:12px">Stando alle informazioni fornite dalla Delorean, la DMC-12 impiegherebbe circa 8.8s da 0 a 100 km, ma la rivista Road &amp; Track, ha commentato che l’auto non raggiungeva i 100 km orari in 8.8s ma in 10s. alcuni proprietari di DMC-12 sostengo che l’auto raggiunga i 100 km orari in meno di 8s, tralasciando il fatto che la macchina potrebbe esser stata elaborata.</span></p> <p> </p> <p><span style="font-size:16px">DMC-12 speciali</span></p> <p><span style="font-size:12px">La più famosa DMC-12 mai costruita è stata quella della trilogia di “Ritorno al futuro”. Questa venne modificata perchè nel film viene usata come macchina del tempo. E poi ci furono 2 DMC-12 completamente placcate in oro a 24 carati. La prima venne acquistata da Roger Mizer, presidente di una banca, che avrebbe pagato 85000 $ per l’auto. La seconda si trova al National Auto Museum di Los Angeles.</span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-immagini-nel-testo-dell-ar field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/000000delorean-10.jpg" width="1700" height="1132" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Redazione</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">03/12/2018</span></div> </div> Mon, 03 Dec 2018 14:06:46 +0000beniamino.valeriano2973 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/la-mitica-delorean-dmc-12#commentsLe invenzioni più inutili della storiahttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/le-invenzioni-pi%C3%B9-inutili-della-storia <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p> </p> <p><img alt="" class="image-medium" src="/sites/default/files/styles/medium/public/carta-igienica-portatile.jpg?itok=--Q97bfl" style="height:220px; width:160px" /></p> <p><strong><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Nel corso della sua storia l’umanità ha mostrato la capacità di fare scoperte molto utili come l’automobile, i computer, Internet, però alcuni inventori hanno creato oggetti che non servono decisamente a niente; qui di seguito ne vengono presi in considerazione alcuni tra i più strambi.</span></span></strong></p> <p><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">C’è chi è stato capace di inventare degli occhiali per collirio; si tratta di un accessorio che consente di mettersi il collirio con la sicurezza di centrare l’occhio senza sprecare il liquido in vani tentativi.</span></span></p> <p><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Tra gli amanti dei gatti forse ci può essere qualcuno in grado di apprezzare delle speciali pantofoline pensate per i piccoli felini, da far indossare al vostro animale domestico in modo tale che con le sue zampette non rovini il parquet appena passata la cera. Bisogna, però, appurare se anche i destinatari di questa strana invenzione siano contenti di usarle.</span></span></p> <p><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Per le donne più esigenti, invece, sono state create delle scarpe con ombrellini incorporati così da poter camminare liberamente anche con la pioggia, senza il timore di bagnarsi i piedi o rovinare le scarpe, magari da poco acquistate. Nonostante i buoni propositi che avranno mosso gli inventori di tale gadget, dal punto di vista estetico è stato un completo buco nell’acqua in quanto l’effetto finale è decisamente kitsch.</span></span></p> <p><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Per i commensali più precisi pare siano disponibili in commercio delle forchette con puntatore laser per infilzare sempre il boccone con precisione millimetrica.</span></span></p> <p><span style="font-size:12px"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif">Insomma, gli esempi di invenzioni davvero inutili potrebbero essere infiniti, ma crediamo che quelli che vi abbiamo proposto in questo articolo siano sufficienti per mettere in evidenza le vette elevatissime che la fantasia umana può raggiungere.</span></span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-immagini-nel-testo-dell-ar field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/carta-igienica-portatile.jpg" width="500" height="689" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Redazione</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">03/12/2018</span></div> </div> Mon, 03 Dec 2018 13:53:19 +0000beniamino.valeriano2972 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/le-invenzioni-pi%C3%B9-inutili-della-storia#commentsGrande successo per High School Musical degli studenti del Marco Polohttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/grande-successo-high-school-musical-degli-studenti-del-marco-polo-0 <div class="field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/Draco%20Malfoy_0.jpg" width="625" height="417" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p><span style="font-size:28px">R</span>iportiamo l'articolo con photogallery di Lecco Online sullo spettacolo di "High School Musical"</p> <h3 class="rtecenter" style="color:Red"><strong>_____________________________________________________________</strong></h3> <p class="rtecenter"> </p> <p class="rtecenter"><span style="font-size:18px"><a href="http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=36982&amp;origine=1&amp;t=Grande+successo+per+High+School+Musical+degli+studenti+del+Marco+Polo">http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=36982&amp;origine=1&amp;t=Grande+suc...</a></span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Redazione</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">05/06/2018</span></div> </div> Tue, 05 Jun 2018 12:49:30 +0000beniamino.valeriano2859 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/grande-successo-high-school-musical-degli-studenti-del-marco-polo-0#comments#4- L’infermiera e il marinaio: “Venti di guerra"http://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/4-l%E2%80%99infermiera-e-il-marinaio-%E2%80%9Cventi-di-guerra <div class="field field-name-field-image field-type-image field-label-hidden"> <div class="field-item even"><img src="http://www.marcopolocolico.edu.it/sites/default/files/two-sailor-buddies-sitting-on-a-fence-world-war-ii_o.jpg" width="472" height="480" alt="" /></div> </div> <div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden"> <div class="field-item even"><p> </p> <p><span style="font-size:12pt"><span style="font-family:Cambria,serif"><span style="font-family:&quot;Lustria&quot;,serif"><span style="color:black"><span style="font-size:36px">È</span><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:16px"> sempre stata dura per uno studente doversi adattare nuovamente ai rigidi orari scolastici, passare dal non fare nulla per tutto il giorno allo stare tutto il tempo concentrato sui libri. A me, però, in fondo, la scuola è sempre piaciuta, nonostante possa essere ostica, complicata e molte volte noiosa, mi ha fatto diventare la donna che sono oggi, e non potrei essergliene più grata. Mi ha insegnato a cavarmela da sola, a ragionare con la mia testa, a non prendere decisioni troppo affrettate. Mi ha insegnato ad amare la lettura e la scrittura anche se a quei tempi aspiravo a diventare un’infermiera. </span></span></span></span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:16px"><span style="color:black">Fu un anno come tanti altri, non successe nulla di particolare. Io e Robert iniziammo a frequentarci e da amici diventammo qualcosa di più. Tutti i sabato sera uscivamo con il nostro gruppo di amici; Carol e Jack alcune volte si vedevano da soli, ma poi il giorno seguente Car (così la chiamavo io) mi raccontava sempre tutto: i suoi sentimenti, le emozioni provate, i dettagli della serata che sempre mi affascinavano. I particolari, insomma, quelli che molte volte le persone dimenticano, che si perdono, a cui nessuno fa caso, ma che possono passare dall’essere insignificanti ad estremamente importanti. E fu grazie a quei particolari che capii che quei due sarebbero diventati una delle coppie più belle e durature della storia. </span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:16px"><span style="color:black">Passarono gli anni. Nonostante avessimo attraversato un periodo di crisi e fosse iniziata la guerra, stavamo bene; la situazione cambiò quando quasi tutti i ragazzi del nostro gruppo dovettero partire per la guerra. Io e Car eravamo diventate delle vere e proprie infermiere, a soli ventun anni, Sally invece si era trasferita in Australia a seguito di una decisione dei suoi genitori. Non ho mai saputo la ragione di quella partenza affrettata. Alcuni dicevano che la sua famiglia era in grossi guai, altri erano certi che Sally aspettasse un bambino; l’unica cosa che, invece, so con certezza è che non rividi più né lei né la famiglia. </span></span></span></p> <p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif"><span style="font-size:16px"><span style="color:black">Carol, prima della partenza di Jack per il fronte nel 1939, si era finalmente dichiarata, aveva espresso i suoi sentimenti per lui, e Jack aveva fatto lo stesso. Quel giorno si fecero una promessa: si sarebbero rivisti quando quella sanguinosa guerra fosse finita. Io e Robert eravamo ormai una coppia solida; lui mi aveva persino chiesto di sposarlo prima che scoppiasse tutto ed io ovviamente avevo accettato. Avevo solo ventun’anni a quel tempo, ed ero follemente innamorata di lui. Se non fosse stato per la guerra, ora saremmo ancora sposati e di sicuro felici. </span></span></span></p> </div> </div> <div class="field field-name-field-autore field-type-text field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Autore:&nbsp;</div> <div class="field-item even">Jessica Tanera – 3^B tur</div> </div> <div class="field field-name-field-sezione-giornale-2018 field-type-taxonomy-term-reference field-label-above clearfix"> <div class="field-label">Sezione di pubblicazione::&nbsp;</div> <ul class="field-items"> <li class="field-item even"> <a href="/sezione-giornale-2018/ultimi-articoli-pubblicati">Cronologia Pubblicazioni</a> </li> <li class="field-item odd"> <a href="/sezione-giornale-2018/cultura">Cultura</a> </li> </ul> </div> <div class="field field-name-field-pubblicazione-data field-type-datetime field-label-inline clearfix"> <div class="field-label">Data di Pubblicazione:&nbsp;</div> <div class="field-item even"><span class="date-display-single">18/05/2018</span></div> </div> Fri, 18 May 2018 13:42:23 +0000beniamino.valeriano2832 at http://www.marcopolocolico.edu.ithttp://www.marcopolocolico.edu.it/articolo-giornalino-distituto/4-l%E2%80%99infermiera-e-il-marinaio-%E2%80%9Cventi-di-guerra#comments