Questo sito web utilizza i cookie

Tu sei qui

Il sentiero della memoria

Il sentiero della memoria è un percorso ad anello lungo circa 11 chilometri che, partendo dalla stazione di Ardenno-Masino sale al cimitero di Buglio, per poi salire alla località di Nansegolo, successivamente il percorso attraversa la valle di Gaggio per poi scendere di nuovo ad Ardenno. Su questo sentiero si possono ripercorrere tutti gli eventi tragici che hanno colpito la Valtellina e la Valchiavenna durante la Seconda Guerra Mondiale. Il sentiero è diventato “protagonista della storia” dopo l’8 settembre 1943 quando la Valtellina e la Valchiavenna divennero luoghi strategici molto importanti per il Governo fascista per la presenza di numerose centrali idroelettriche che erano di vitale importanza per le industrie con sede a Milano. Per proteggere queste centrali fu istituito il “Ridotto Valtellinese”, ovvero una fortificazione della Valtellina e Valchiavenna dove, grazie ai numerosi Corpi militari dell’Esercito fascista, vennero presidiati tutti i valichi e tutti i possibili accessi alle due vallate. Questo piano poteva riuscire però soltanto eliminando tutte le resistenze partigiane presenti sul territorio presidiato. Sul fronte opposto i partigiani avevano il compito di impedire il passaggio delle truppe Nazi-Fasciste oltre il confine del territorio italiano, perché se avessero raggiunto le coste della Normandia avrebbero potuto respingere l’attacco degli alleati. Con questo proposito i partigiani iniziarono a cercare dei capisaldi dove resistere all’ attacco dei Fascisti e dei Nazisti, per questa ragione un capo partigiano Dionisio Gambaruto decise di occupare il paese di Buglio in Monte per trasformarlo in una zona di resistenza alle truppe nemiche. Per questa ragione e favoriti dalla presenza del  ridotto valtellinese iniziarono i  numerosi rastrellamenti della popolazione e soprattutto dei partigiani, molte persone difatti vennero giustiziate sul posto oppure deportate nei campi di concentramento. Quella è stata la parentesi più triste di questo territorio che si univa al grido di dolore dei numerosi deportati in tutta Europa. Sono numerose le famiglie della Valchiavenna e della Valtellina che piangono un loro caro che ha sacrificato la vita in quelle tremende giornate, altri invece si sono salvati. Anche il mio bisnonno rischiò di essere deportato in un campo di concentramento durante il rientro in Italia, dopo la guerra sul fronte russo, egli riuscì però a scappare dai nazisti e a raggiungere la sua casa natale situata a Novate Mezzola. Numerosi fatti, sulla Seconda Guerra Mondiale, che i miei due nonni mi hanno raccontato, mi hanno fatto capire come la resistenza e la vita durante la guerra fosse molto dura e piena di ostacoli, per me riflettere e ricordare questi avvenimenti è giusto perché le persone che sono morte per salvare i nostri territori vanno ricordate e onorate.

Autore: 
Illia Alex 3F Meccanica-Meccatronica
Data di Pubblicazione: 
26/05/2021
Sezione di pubblicazione:: 

Sito realizzato a partire da  "Un CMS per la scuola" di Porte Aperte sul Web, Comunità di pratica per l'accessibilità dei siti scolastici - USR Lombardia.
Il modello di sito è rilasciato sotto licenza Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported di Creative Commons.